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Salvatore Marandi

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Il repertorio del Ponentino Trio è composto delle più belle canzoni romane antiche e moderne e che comprendono brani di R. Balzani, E. Petrolini, C. Bruno, E. Di Lazzaro, R Caucci, G. Strehler, O. De Micheli, F. A. De Torres, L. L. Martelli, R. Leonardi, L. Giansanti e molti altri autori che hanno arricchito il canzoniere popolare romano, in più molti brani dal Folklore romano.
Un notevole numero di stornelli a rispetto e a dispetto dalla forte carica evocativa e dalla pronunciata vena ironica completano l'atmosfera dello spettacolo.

Il repertorio dei testi dell'affabulatore è basato sulle poesie dei poeti tradizionali romani: G.G.Belli, Trilussa, C. Pascarella e da alcuni contemporanei come Remo Remotti e Marcello Gazzellini.
Oltre alle poesie i testi sono curati in modo da esaltare la radice della saggezza popolare attraverso i proverbi e modi di dire e da una ricerca sulla etimologia di alcuni termini in uso nella lingua romanesca attraverso i quali è reso a tutto tondo lo spirito scanzonato e goliardico degli abitanti della città dei Quiriti. 
Il programma di uno spettacolo tipo è curato in modo che sempre alcuni dei brani musicali e dei testi riguardino i seguenti argomenti:

La Città e i suoi luoghi caratteristici.
L'amore e la relazione tra gli amanti.
Gli aspetti tragici e melanconici della tradizione popolare.
Lo spirito ironico degli abitanti della città eterna.

 
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Il Ponentino Trio nasce durante la "Festa de Noantri" 2004.
Nel corso di questi anni ha preso parte a numerosi festival in Italia e all'estero.
Ha partecipato a varie sagre e celebrazioni dell'agro romano e dei quartieri della città, riuscendo sempre ad incontrare l'entusiasmo e la partecipazione del pubblico.
L'intenso e costante lavoro nelle strade di Trastevere e la presenza all'interno del mercato di Porta Portese, ha garantito lo sviluppo di un repertorio sempre vivo della cultura romana.

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Costantino Pucci

Affabulatore, clown, insegnante, ha lavorato nel circo, nella strada, nel teatro, negli ospedali, nelle carceri e nelle carovane girovaghe.

Daniela De Angelis

Cantante, danzatrice, performer, regista teatrale,
ricercatrice riguardo la postura e la musicoterapia.

Cesario Oliva

Musicista, cantante, scenografo, grafico, dal 1990 studia e lavora sulla cultura popolare.

 

La nostra ricerca

Il popolo romano subì la perdita del dialetto originale durante il sacco di Roma dei lanzichenecchi del 1527. La popolazione di Roma scese sotto le 30.000 unità e fu reintegrata da papa Clemente VII con la deportazione forzata di contadini dalle campagne. Da qui, si sviluppò una sonorità nel parlare e un uso di alcuni termini particolari, tanto da far considerare il romanesco, più una "parlata" che un vero e proprio dialetto.

Il senso d'identità di un popolo passa attraverso l'uso della stessa lingua. E, quest'ultima, è composta dal suono delle voci delle persone che ognuno ha amato.

La nostra ricerca è focalizzata sul vissuto di chi vive le strade di Roma. Nelle strade si ama, si incontrano gli altri, si ammira il paesaggio e le bellezze della città, si condivide la convivialità delle celebrazioni e le sofferenze delle disgrazie. Una porta, una strada, una statua, come una canzone, una poesia, fanno parte dei ricordi dell'infanzia, delle emozioni significative familiari ed amicali di ognuno, che contribuiscono a creare il senso di identità. L'insieme di tutti questi vissuti identifica il popolo romano.